Enza Miglietta (per altri scritti su Enza Miglietta clicca qui)
Nata a S. Pietro Vernotico (Br) nel 1953, vive e lavora a Malcesine (Vr)
La gestualità informale della pittura di Enza è frutto di molti anni di ricerca; la sua visione è sedotta dagli avanguardisti americani del secondo dopoguerra, l’ardore delle emozioni e del gesto sono intensi come fossero un atto fisico.
Questi dualismi, gesto ed emozione, segno e colore sono introdotti nella tela, anzi nello spazio a disposizione, in modo decisamente “regolare”. La retorica rotelliana, insieme a quella degli informali sono le chiavi di lettura per avvicinarsi alla comprensione della poétique artistique di Enza, l’inserimento delle scritte nella quasi totalità delle opere è un segno distintivo, ma soprattutto, concreto di un passaggio all’interno del quadro. Con quel gesto, denuncia l’identità fragile della nostra contemporaneità, essere una scritta o un’etichetta, un logo o un non logo; annullare questi riferimenti contemporanei con il colore o un collages è una delle caratteristiche primordiali della sua arte.
Riflettere. Meditare. Bisogna sapere soffermarsi davanti ad una tela o un disegno di Enza per poter cogliere e distinguere il suo spirito libero, provocante ma allo stesso tempo testimone di una società contemporanea in continuo movimento. Pochi segni essenziali servono da trait d’union per raccontare e dialogare con lo spettatore davanti all’opera. (P. Maffei)
